Il "tragico" disdegno di Farinata degli Uberti nel Canto X dell'"Inferno" di Dante

2021
journal article
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cris.lastimport.wos2024-04-09T18:47:25Z
dc.abstract.enDante’s Inferno presents an essentially non-tragic view of reality based on the Christian concept of Man in his historical and eschatological aspect. Nonetheless, some of Dante’s episodes, like the one of Farinata degli Uberti, appear to contain a certain element of tragedy because of the virtues marking the characters involved, which endow them with a certain nobility, giving rise to an air of tragedy. To examine the nature of this “tragic” quality, I shall invoke Erich Auerbach’s concept of figural realism as applied to Dante’s masterpiece. A character’s life on earth is a prefiguration of his life after death, the fulfilment of his earthly existence concluding his earthly deeds. The soul’s fate post mortem bespeaks the quintessence of its life, the tangible sign of which is its contrappasso. The chief conflict takes place between the character and his fulfilment, but it also generates further conflicts: between the soul’s past on earth and its current condition in Hell; between the qualities that marked it in the past that could objectively be considered virtuous, and its current status amongst the damned, and others. Only in the eyes of sinners are these conflicts seen as tragic, but not from the point of view of Dante the Author, who discredits these conflicts with a variety of rhetorical and stylistic devices. I endeavour to explain the seemingly tragic quality in Farinata degli Uberti, one of the “magnanimous” spirits confined in Hell. At first glance he may seem reminiscent of the heroes of Greek tragedy, but on closer scrutiny his “magnanimity” takes on a sinister quality, and this is how Dante wants his readers to see the connection between Farinata’s perverse political commitment verging on fanaticism, and his sin of heresy, to which Farinata seems to turn a blind eye.pl
dc.abstract.otherL’Inferno dantesco presenta sostanzialmente una visione non tragica della realtà, basata sulla concezione cristiana dell’uomo nella sua dimensione storica ed escatologica. Eppure alcuni episodi, tra cui quello che si svolge nel canto X dell’Inferno, sembrano non privi di tragicità a causa di una certa nobiltà d’animo dei loro protagonisti e dello stile alto il quale rimane in sintonia con essa creando un clima tragico. Per indagare la vera natura di quel “tragico” ricorreremo al concetto del realismo figurale applicato da Erich Auerbach al capolavoro dantesco, secondo cui la vita terrena è prefigurazione di quella oltremondana che, a sua volta, si presenta come adempimento definitivo dell’altra. La condizione raggiunta dalle anime esprime la quintessenza della loro vita il cui segno visivo è il contrappasso. Il conflitto più significativo sarebbe quello tra la figura e il suo adempimento, ma esso ne genera altri: tra il passato terreno e il presente infernale, tra i valori oggettivamente positivi che appartengono a quel passato e l’attuale condizione dei dannati. I conflitti in questione sono tragici solo se considerati dal punto di vista dei peccatori, non lo sono invece dalla prospettiva di Dante autore il quale mette in discussione quei valori tramite l’uso di artifici retorico-stilistici caratterizzanti i dannati e i discorsi che loro rivolgono a Dante pellegrino, decostruendo così il tragico. Tenendo conto di queste considerazioni, si cerca di dimostrare in che cosa consiste il tragico apparente di Farinata degli Uberti, uno dei “magnanimi” infernali. A prima vista egli assomiglia agli eroi delle tragedie greche, ma un attento esame fa vedere come la sua magnanimità si riveste di un’accezione negativa e in questa prospettiva va visto il legame tra la sua passione politica, degenerata in fanatismo politico, e il peccato di eresia che egli sembra ignorare.pl
dc.affiliationWydział Filologiczny : Instytut Filologii Romańskiejpl
dc.contributor.authorMaślanka-Soro, Maria - 130382 pl
dc.date.accessioned2021-12-10T13:21:16Z
dc.date.available2021-12-10T13:21:16Z
dc.date.issued2021pl
dc.date.openaccess0
dc.description.accesstimew momencie opublikowania
dc.description.physical149-168pl
dc.description.publication1,2pl
dc.description.versionostateczna wersja wydawcy
dc.description.volume12 (2)pl
dc.identifier.doi10.15804/IW.2021.12.2.08pl
dc.identifier.eissn2450-5943pl
dc.identifier.issn2084-4514pl
dc.identifier.urihttps://ruj.uj.edu.pl/xmlui/handle/item/285021
dc.languageitapl
dc.language.containeritapl
dc.participationMaślanka-Soro, Maria: 100%;pl
dc.pbn.affiliationDziedzina nauk humanistycznych : literaturoznawstwopl
dc.rightsUdzielam licencji. Uznanie autorstwa 4.0 Międzynarodowa*
dc.rights.licenceCC BY
dc.rights.urihttp://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode.pl*
dc.share.typeotwarte czasopismo
dc.subject.enDantepl
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dc.subject.enpolitical fanaticismpl
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dc.subject.plDantepl
dc.subject.plPiekłopl
dc.subject.plFarinata degli Ubertipl
dc.subject.plfanatyzm politycznypl
dc.subject.plherezjapl
dc.subtypeArticlepl
dc.titleIl "tragico" disdegno di Farinata degli Uberti nel Canto X dell'"Inferno" di Dantepl
dc.title.alternativeThe "tragic" contempt of Farinata degli Uberti in Canto X of Dante's "Inferno"pl
dc.title.journalItalica Wratislaviensiapl
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cris.lastimport.wos
2024-04-09T18:47:25Z
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Dante’s Inferno presents an essentially non-tragic view of reality based on the Christian concept of Man in his historical and eschatological aspect. Nonetheless, some of Dante’s episodes, like the one of Farinata degli Uberti, appear to contain a certain element of tragedy because of the virtues marking the characters involved, which endow them with a certain nobility, giving rise to an air of tragedy. To examine the nature of this “tragic” quality, I shall invoke Erich Auerbach’s concept of figural realism as applied to Dante’s masterpiece. A character’s life on earth is a prefiguration of his life after death, the fulfilment of his earthly existence concluding his earthly deeds. The soul’s fate post mortem bespeaks the quintessence of its life, the tangible sign of which is its contrappasso. The chief conflict takes place between the character and his fulfilment, but it also generates further conflicts: between the soul’s past on earth and its current condition in Hell; between the qualities that marked it in the past that could objectively be considered virtuous, and its current status amongst the damned, and others. Only in the eyes of sinners are these conflicts seen as tragic, but not from the point of view of Dante the Author, who discredits these conflicts with a variety of rhetorical and stylistic devices. I endeavour to explain the seemingly tragic quality in Farinata degli Uberti, one of the “magnanimous” spirits confined in Hell. At first glance he may seem reminiscent of the heroes of Greek tragedy, but on closer scrutiny his “magnanimity” takes on a sinister quality, and this is how Dante wants his readers to see the connection between Farinata’s perverse political commitment verging on fanaticism, and his sin of heresy, to which Farinata seems to turn a blind eye.
dc.abstract.otherpl
L’Inferno dantesco presenta sostanzialmente una visione non tragica della realtà, basata sulla concezione cristiana dell’uomo nella sua dimensione storica ed escatologica. Eppure alcuni episodi, tra cui quello che si svolge nel canto X dell’Inferno, sembrano non privi di tragicità a causa di una certa nobiltà d’animo dei loro protagonisti e dello stile alto il quale rimane in sintonia con essa creando un clima tragico. Per indagare la vera natura di quel “tragico” ricorreremo al concetto del realismo figurale applicato da Erich Auerbach al capolavoro dantesco, secondo cui la vita terrena è prefigurazione di quella oltremondana che, a sua volta, si presenta come adempimento definitivo dell’altra. La condizione raggiunta dalle anime esprime la quintessenza della loro vita il cui segno visivo è il contrappasso. Il conflitto più significativo sarebbe quello tra la figura e il suo adempimento, ma esso ne genera altri: tra il passato terreno e il presente infernale, tra i valori oggettivamente positivi che appartengono a quel passato e l’attuale condizione dei dannati. I conflitti in questione sono tragici solo se considerati dal punto di vista dei peccatori, non lo sono invece dalla prospettiva di Dante autore il quale mette in discussione quei valori tramite l’uso di artifici retorico-stilistici caratterizzanti i dannati e i discorsi che loro rivolgono a Dante pellegrino, decostruendo così il tragico. Tenendo conto di queste considerazioni, si cerca di dimostrare in che cosa consiste il tragico apparente di Farinata degli Uberti, uno dei “magnanimi” infernali. A prima vista egli assomiglia agli eroi delle tragedie greche, ma un attento esame fa vedere come la sua magnanimità si riveste di un’accezione negativa e in questa prospettiva va visto il legame tra la sua passione politica, degenerata in fanatismo politico, e il peccato di eresia che egli sembra ignorare.
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Wydział Filologiczny : Instytut Filologii Romańskiej
dc.contributor.authorpl
Maślanka-Soro, Maria - 130382
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Udzielam licencji. Uznanie autorstwa 4.0 Międzynarodowa
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